Quello Forestale è sempre più un settore in crescita, con potenzialità di sviluppo legate a forti motivazioni economiche, ambientali, strutturali.
Le esigenze di questo antico e rinnovato settore, sono le radici del coordinamento nazionale delle imprese boschive:

Co.Na.I.Bo.

1.             Rappresentare gli interessi delle imprese per favorire politiche di sviluppo del settore

L’obiettivo principale è quello di dotarsi di una “rappresentanza degli operatori boschivi”, costituendo all’uopo un Coordinamento nazionale, che possa sedersi ai tavoli di discussione politici, portando proprie istanze oltre che proporre attività e strumenti che si ripercuotano positivamente sugli operatori stessi ed il comparto forestale, senza scontrarsi con le associazioni/cooperative di settore già esistenti.  Oggi molte Associazioni di boscaioli sono presenti distribuite sul territorio nazionale, ma alla fine senza alcun coordinamento e tutto sommato senza alcuna rappresentatività a livello nazionale.  Ognuno si dà da fare sul proprio territorio regionale – o ancor più piccolo, provinciale – senza però mai riuscire a far capire gli interessi delle imprese boschive, in particolare non raggiungendo mai con le proprie istanze i livelli più alti decisionali, che probabilmente ascolterebbero senza problemi qualcuno che si faccia portatore e delle istanze ed interessi di tutti.

2.             Promuovere la gestione forestale sostenibile

Nel terzo millennio la professione del selvicoltore non può prescindere da una gestione forestale sostenibile; infatti nuove opportunità offerte dai Programmi di Sviluppo Rurale, standard richiesti dalla Certificazione Forestale, zone protette ed Aree Rete Natura 2000, Pianificazione Forestale a diversi livelli e dettaglio, non possono infatti disgiungersi da una sempre maggiore attenzione alla gestione sostenibile del bosco.  Il bosco ovunque ormai aumenta da decenni in Italia, conquistando nuove superfici, ma spesso la gestione della foresta non segue logiche moderne di sostenibilità e di multi funzionalità: il bosco è un bene di tutti e il nostro lavoro non deve essere teso solo a massimizzare la produttività del bosco, ma oggi anche altre funzioni che possono rappresentare un bene prezioso per tutti.  Dobbiamo quindi promuovere e far conoscere questa nostra capacità di non essere solo gli “utilizzatori del legname” ma anche coloro che permettono, con una corretta gestione, il rinnovo e la ricrescita del bosco, il miglioramento e recupero dei popolamenti forestali spesso soggetti a disastri ambientali, ed altre attività e forme di gestione forestale sempre più moderne e compatibili con l’ambiente.

3.             Favorire la crescita professionale delle imprese

Senza dubbio il nostro settore è cresciuto molto negli ultimi 15-20 anni; moderni macchinari ed attrezzature, maggiori conoscenze e scambi di competenze, corsi professionali ed acquisizione di patentini per gli operatori qualificati in molte regioni, sono tutti fattori che hanno concorso ad aumentare la professionalità degli addetti.  Non mancano però ancora oggi imprese con addetti poco o per nulla formati, spesso con macchinari non perfettamente a norma, oppure zone in cui certe competenze e tecniche lavorative, non sono
state ancora oggi acquisite, mentre in altre molto spesso lo sono da parecchi decenni (ad esempio il caso di gru a cavo e torrette ormai diffuse ovunque sull’arco alpino).  Uno degli obiettivi principali della nostra categoria è quello di cercare di far crescere tutti professionalmente.  Non devono esistere imprese di serie A o B, ma solo operatori competenti.

4.             Tutelare la sicurezza e la salute degli operatori

Lavoro usurante, sicurezza degli operatori, responsabilità, salute.  Sono parole spesso ripetute e ribadite in ogni incontro, ma poi ancora oggi all’atto pratico – per chi lavora nel settore forestale – concetti molto spesso lontani anni luce dall’essere effettivamente degli imperativi categorici.  Ci si trova spesso infatti ad operare senza reali sicurezze o effettive garanzie di tutela della salute; dobbiamo fare passi avanti anche a costo di grossi sacrifici in questo settore, che dovrebbe essere il pilastro fondante per ogni datore di lavoro ed addetto, anche con la collaborazione degli organi preposti a tale tutela ed ai controlli.

5.             Attivare una campagna di informazione per rilanciare l’immagine dell’operatore forestale

“Una professione moderna e sempre più volta al futuro: il boscaiolo” non è uno slogan, ma una verità e realtà sempre più interessante dei giorni nostri.  Di fronte alla crisi economica, ad una maggiore flessibilità e capacità di adattarsi a nuovi lavori, ad un ritorno costante dell’uomo a semplici attività legate alla natura e all’ambiente più genuino, sta tornando in auge un mestiere pian piano dimenticato dal secondo dopoguerra fin verso la fine del secolo scorso, che oggi sembra essere sempre più rivalutato e divenuto allettante a molti.  Diversi giovani infatti si lanciano in questo settore, spesso seguendo corsi, imparando nuove tecniche ed intraprendendo anche attività economiche di un certo impegno e con un buon successo.  Il nostro impegno deve essere quello di far conoscere queste realtà con una immagine moderna dell’operatore forestale e del settore delle utilizzazioni boschive in generale.  Deve essere sì rilanciato il settore forestale, ma anche la figura del boscaiolo, che contrariamente all’accezione comune, molto spesso è formato e molto più competente e tecnicamente preparato, nonché attrezzato di macchinari innovativi, di quanto la gente comune possa pensare.